Category: Musica

Un’altra festa della donna

festa donnaDomenica 12 marzo 2017 – dalle 15 alle 19
presso la Sala Maddalena – Scuola Media Confalonieri

 

Per onorare come si deve una ricorrenza come quella dell’8 marzo, la libreria Virginia e Co. si è resa disponibile con grande piacere a organizzare, in collaborazione con il CCR di Monza, un pomeriggio di incontri con tre donne di grande spessore personale e culturale, per parlare, partendo dai loro ultimi libri, di donne, editoria, letteratura, lavoro e impegno sociale.
Dare alle donne lo spazio che meritano, fornire modelli di responsabilità e dare vita a un dibattito che coinvolga anche il pubblico: questi gli scopi dell’evento.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA
ORE 15.00 LAURA PIGOZZI
dialoga con Giovanna Canzi – la maternità e la famiglia che tentano di inglobare il mondo.
ORE 16.00 LAURA LEPETIT
dialoga con Elisa Bolchi e Sara Sullam – femministe distratte?
ORE 17.00 GINEVRA BOMPIANI
dialoga con Raffaella Musicò – una luce mediterranea per l’editoria

 

evento facebook

 

Da “Controlli” libro+DVD di Rosaria Lo Russo e Daniele Vergni, edito da Mille Gru.

 

A cosa serve la musica?

Una riflessione di Romina Alfano

Sicuramente la musica è presente nella vita di ognuno di noi, a vari livelli, con maggiore o minore intensità e frequenza, ma è certo che siamo immersi in un mondo che propone musica anche senza una ricerca attiva da parte nostra: nessuno sfugge a sottofondi pubblicitari e musica diffusa durante momenti d’attesa o d’acquisto, al telefono e nei negozi. A volte, invece, abbiamo proprio voglia di ascoltare radio o cd o andare ad un concerto dal vivo e, per alcuni, il desiderio di fruizione si amplia anche alla produzione, in prima persona. Quanti hanno provato a suonare uno strumento musicale o a cantare, anche solo a livello amatoriale?
Dunque la musica è anche una necessità? La risposta non è così immediata come potrebbe apparire.
Molto più che uno svago ed un modo per allietarsi ed allietare gli altri, la musica è uno strumento espressivo e di gestione del mondo emotivo, anche se inconsapevole per i più; aiuta ad abbassare i livelli di stress, a sentirsi in connessione con l’Altro e a condividere parti di Sé oltre il piano verbale. La musica ha indubbiamente anche un ruolo nella costruzione dell’identità personale, ad esempio perché aiuta a sviluppare il senso di appartenenza ad un gruppo: pensiamo agli adolescenti che si definiscono in base alle proprie preferenze musicali (metallari, punk, rocker etc…) o anche agli adulti che frequentano contesti differenziati in base alla proposta musicale (discoteche, sale concerti, festival etc…) e ciò si riflette nel loro modo di essere e presentarsi all’esterno. La musica è presente ed ha notevole importanza anche nella socialità intesa nei suoi aspetti rituali, quali feste e cerimonie, adesso come fin dai tempi più remoti: se ne attesta la presenza in contesti vari e diversi per territorialità ed epoca (Greci, Celti, Indiani etc…). Discipline come la musicoterapia hanno di recente ben messo in luce le potenzialità anche nel campo della cura, della guarigione e del dolore, sistematizzando ed approfondendo una conoscenza già sciamanica e più legata alla spiritualità.
Secondo alcuni ricercatori (Patel, 2014), tuttavia, sembra che la musica sia funzionale ad un livello evolutivo superiore alla mera sopravvivenza, poiché “Gli esseri umani sembrano molto più uniformi nelle loro capacità linguistiche che in quelle musicali” [Patel, p. 416]. Non esiste, ad esempio, una musica dei segni, pur essendo invece nato un linguaggio dei segni all’interno della comunità di individui sordi, proprio come necessità comunicativa irrinunciabile. Resta da sottolineare, però, che “la musica ha il potere di cambiare la struttura stessa del nostro cervello, ampliando alcune aree a seguito di esperienze percettive o motorie o portando alcune aree a specializzarsi”, quindi come “le altre tecnologie di trasformazione, una volta inventata e sperimentata, diventa praticamente impossibile abbandonarla (…) come fare e controllare il fuoco (…) Quando una cultura impara a fare il fuoco, non si può tornare indietro, anche se potremmo essere in grado di vivere senza questa capacità” [Patel, p. 446-447].
Necessità, dunque? Forse la musica aiuta a vivere pienamente, invece che limitarsi a sopravvivere.

Dome Bulfaro & David Rossato: Prima degli Occhi

venerdì 26 febbraio

Sala della Luna (sede del CCR), Vicolo Ambrogio 6, Monza

Un viaggio meditativo, a bordo della poesia e nella poesia
di e con Dome Bulfaro (poesie e voce) e David Rossato (musiche)

 

Dome Bulfaro & David Rossato. Prima degli occhi

 

Questa serata è un’occasione per nutrire l’anima che siamo attraverso la spoken music. Poesia e musica s’incontrano e si connettono fra loro: Dome Bulfaro (poeta, performer, artista visivo), David Rossato (musicista, compositore, counselor), si sono ritrovati nella convinzione che ogni fare artistico altro non sia che un viaggiare in terr
itori immaginali, archetipici, spirituali da cui ogni artista riporta qualcosa da condividere, al di qua della sogliaPrimadegliOcchi_DomeBulfaro.

Il libro e la corrispondente performance live “PRIMA DEGLI OCCHI” (Ed. Mille Gru, 2015, con CD) si compongono della narrazione dei testi di Dome Bulfaro, musicati da David Rossato. Tramite questi due autori si vive un viaggio meditativo, a bordo della poesia e nella poesia, derivato da un personale profondo cambiamento di stato di coscienza dell’autore. Lo stesso camb
iamento è vissuto dai tre protagonisti del libro: due ragazzi che stanno per diventare madre e padre e il futuro figlio che determinerà la nascita di un nucleo familiare.

“Ognuno di loro attraversa il proprio lutto gioioso di trasformazione del proprio sé, in cui i confini tra gli opposti come quelli tra vita e morte sono impossibili da tracciare.” (Dome Bulfaro).

 

“Leggendo i componimenti di PRIMA DEGLI OCCHI da subito ho avuto l’impressione di trovarmi di fronte a una poesia del sacro, in cui il poeta si fa canale di qualcosa di “oltre”.

Musicalmente l’unico approccio per me possibile era quello di accompagnare il rito in punta di piedi, creando risonanze, contrappunti aurali, rimandi a territori liminali, in cui suoni ambientali, strumentali e vocali si stratificassero e “alchimizzassero” seguendo il dipanarsi del viaggio” (David Rossato).

 

Prima degli occhi è un evento organizzato dal gruppo ON! Attivazione culturale del CCR Monza.